lunedì 2 luglio 2018

LE SQUADRE DI CASA E LE SFIDE AI RIGORI AI MONDIALI. UN INFINITO DEJA' VU

L'eliminazione dai mondiali 2018 della Spagna da parte della Russia, squadra di casa, anche se clamorosa, non è statisticamente così sorprendente. È l'ultimo anello di una lunga catena di cose già viste negli ultimi 20 anni. Vediamo in dettaglio.

L'esultanza russa al termine dei rigori
2018, ottavi di finale. 
La squadra di casa, la Russia, batte la Spagna ai calci di rigore 4-3. 
Il rigore decisivo è stato il quinto, sbagliato dagli spagnoli.


L'errore decisivo di Jara
2014, ottavi di finale. La squadra di casa, il Brasile, batté il Cile ai calci di rigore 3-2. 
Il rigore decisivo fu il quinto, sbagliato dai cileni.


L'errore di Cambiasso

2006, quarti di finale. 
La squadra di casa, la Germania, batté l'Argentina ai calci di rigore 4-2. 
Il rigore decisivo fu il quarto, sbagliato dagli argentini.


2002, quarti di finale.
La squadra di casa, Corea del Sud, batté la Spagna ai calci di rigore 5-3. 
Il rigore decisivo fu il quarto, sbagliato dagli spagnoli.


Lo sfortunato rigore di Di Biagio

1998, quarti di finale. 
La squadra di casa, la Francia, batté l'Italia ai calci di rigore 4-3. 
Il rigore decisivo fu il quinto, sbagliato dagli italiani.


Sarebbe bastato leggere la storia dei mondiali per convincere la Spagna che mai e poi mai sarebbe dovuta arrivare ai calci di rigore. 
A costo di morire in campo.

Per la cronaca, le uniche due squadre incapaci di vincere una sfida decisiva ai calci di rigore, pur giocando in casa, sono state l'Italia nel 1990 e il Messico nel 1986. 
Ma si sa, noi e i messicani, in certe cose della storia del calcio, non sempre facciamo testo.
Nel bene e nel male. 

sabato 30 giugno 2018

GLI DEI DEL CALCIO 1a puntata

LA MALEDIZIONE INGLESE

Guardando in TV l'Inghilterra mi è tornata in mente l'incredibile serie di sfortunati eventi che perseguita questa Nazionale sin dal loro furto della Coppa nel 1966 (quello calcistico, il furto della Coppa vera e propria avvenne paradossalmente proprio in Inghilterra nel marzo del 1966, anche se la coppa fu poi ritrovata).
Gli inglesi ormai ne sono consapevoli, questo gol mai segnato da Hurst, ma che l'arbitro diede per buono, ha cambiato il loro destino.


Il "cucchiaio" di Pirlo a Euro 2012
Dal 1986 in poi non fanno che uscire dalle manifestazioni internazionali nel modo più crudele possibile. Per ben sei volte sono stati eliminati ai rigori, due volte dalla Germania, il che aumenta i loro complessi (e i loro sensi di colpa) nei confronti dei tedeschi, due volte dal Portogallo, poi una volta dall'Argentina e una persino dall'Italia.



Il tiro di Lampard oltre la linea non visto
E quando non perdono ai rigori vengono eliminati in maniera controversa, come nei mondiali del 2010 contro la Germania, quando l'arbitro non vide il tiro di Lampard ben oltre la linea di porta (sarebbe stato il gol del momentaneo 2-2). 





La "Mano de Dios"

Oppure quando la "mano de Dios" li condannò all'eliminazione nel mondiale 1986, anche se forse il secondo gol dell'Argentina, il più bello di tutti i tempi, un po' alleviò il peso di questa ingiustizia.







È un po' la loro storia fatta di traguardi a portata di mano sfuggiti all'ultimo. Il che li ha resi dei perdenti di successo. Nonostante che abbiano da anni il campionato nazionale più bello e affascinante del pianeta e che facciano incetta di trofei internazionali per Club da tempo immemorabile. 

Quella coppa rubata è la macchia che il destino gli ha rigirato contro. Chissà se prima o poi gli dei del calcio perdoneranno loro la colpa del 1966.

A Russia 2018 la Germania non c'è più. Forse è l'occasione buona per cancellare la famosa frase di Lineker: "Il calcio è un gioco semplice: 22 uomini rincorrono un pallone per 90 minuti, e alla fine la Germania vince"


Magari proprio con una vittoria inglese.



GLI DEI DEL CALCIO. 2a puntata



LA MALEDIZIONE ARGENTINA

Lo sgarbo agli dei del calcio deve essere stato enorme. Lui stesso non ne ha mai completamente capito la portata, vantandosi di quel gesto da sempre. Il più grande calciatore di tutti i tempi ha forse scatenato una maledizione sulla sua nazionale.

La "Mano de Dios"


Il 22 giugno del 1986 la "mano de Dios" regalò all'Argentina uno dei gol più controversi della storia del calcio e allo stesso tempo aprì la strada al secondo titolo mondiale conquistato dalla nazionale albiceleste. Diego Maradona ci ha prima scherzato su, poi è diventato sempre più serio. Sta di fatto che da allora in poi l'Argentina ha vinto poco o nulla. 




Le invocazioni al cielo di Diego Maradona durante le partite della sua Nazionale durante questo mondiale sembravano quasi delle preghiere pagane verso quegli dei del calcio che lui prese in giro e irritò forse irrimediabilmente quel giorno. 




Aver segnato, pochi minuti dopo quell'affronto, il gol più bello della storia del calcio servì forse solo ad ottenere il perdono temporaneo. Il dio profano del calcio riuscì solo in quel mondiale essere più forte degli Dei del calcio. 
Da quel giorno la Coppa del Mondo si voltò dall'altro lato. Persino quando nelle fila dell'Argentina ha giocato il miglior giocatore del pianeta dopo Maradona.

ITALIA 90

Torniamo indietro nel tempo. Dopo quel mondiale, se le cose potevano andare storte, ci andavano.  
Nel 1990, dopo aver superato il turno eliminatorio in maniera complicata, e solo come ripescata, l'Argentina fece fuori in un modo o nell'altro tutte le sue avversarie fino alla finale. Fu molto fortunata contro il Brasile, anche i legni della porta sembravano giocare per loro. Poi ci pensò una borraccia malefica preparata da Maradona e dal massaggiatore argentino a fare addormentare almeno un paio di avversari. Altro episodio che di certo non attirò la benevolenza degli Dei del calcio.

VAI AL FILMATO: Il trucco della borraccia al "Roipnol"

L'Argentina poi vinse ai rigori, al termine di partite molto difensive, contro Jugoslavia e Italia. 
Alla fine perse nella maniera più crudele, ovvero con un rigore che non c'era, a pochi minuti dalla fine.

o
Maradona, divenuto nel frattempo il nemico numero uno di tutti i tifosi italiani non napoletani, soprattutto per colpa del secondo scudetto partenopeo, fu fischiato in tutte le partite. Negli stadi italiani si inaugurò in quell'occasione la disgustosa abitudine di fischiare gli inni nazionali  stranieri. Il comportamento antisportivo del pubblico  raggiunse il suo apice durante la finale a Roma. Fischi tremendi all'inno argentino, alla nazionale e soprattutto a Maradona.  Il quale reagì con quel labiale che fece il giro del mondo. Un fallo di reazione sgarbato, ma umanamente comprensibile dopo tutto ciò che gli era stato consegnato per un mese.  
L'infermiera accompagna Diego
Quattro anni dopo l'Argentina schierò una delle rose  più forti della sua storia. Battistuta, Balbo, Sensini, Chamot, Redondo, Caniggia, Islas, Simeone, Ortega e poi ancora lui, Diego Maradona, recuperato all'ultimo istante dietro pressioni della federazione mondiale a caccia di un personaggio che riportasse interesse in un mondiale che si preannunciava sottotono.

Argentina che sembrò da subito fortissima, quasi imbattibile. Poi la FIFA si rimangiò la parola che aveva dato a Maradona, pur sapendolo intossicato dalle droghe, e lo cacciò fuori dal mondiale. La squadra subì uno shock fortissimo e uscì fuori perdendo agli ottavi contro la Romania di un altro Maradona, quello dei Carpazi. Hagi, nato nella terra del Conte Dracula, un'altra coincidenza inquietante che si incrocia nella storia recente della Nazionale argentina.

VAI AL FILMATO: Maradona con l'infermiera dell'antidoping

FRANCE 1998

La rosa del 1998 sembrava ancora una volta in grado di portare l'Argentina vicina alla coppa. Una rosa che naturalmente non contemplava più Diego Armando Maradona, ma che aveva aggiunto al suo interno giovani talenti come Hernàn Crespo, Javier Zanetti, Juan Sebastian Veron e Roberto Ayala.  
Ancora una volta gli argentini iniziarono col piede giusto, vincendo il girone eliminatorio a punteggio pieno con 7 gol fatti e nessuno subito. Che potesse essere l'occasione buona lo si incominciò a pensare quando l'Argentina superò gli ottavi di finale battendo ai calci di rigore un'altra squadra maledetta, quell'Inghilterra alla quale i talenti non mancavano. Però l'Argentina tornò a casa ai quarti, superata dall'Olanda (altra squadra maledetta, guarda un po' quanti incroci...) dopo una partita drammatica e dopo un palo che impedì a Battistuta di segnare il gol qualificazione. Dennis Bergkamp trafisse il cuore degli argentini a tempo quasi scaduto.

VAI AL FILMATO: Il gol di Bergkamp

SOUTH KOREA/JAPAN 2002

Nel 2002 la nazionale albiceleste sembrava ancora più forte rispetto a quelle del passato. 
Soprattutto perché in panchina sedeva quel Marcelo Bielsa considerato il miglior commissario tecnico possibile per quella squadra. 
Invece no. L'Argentina uscirà addirittura al termine del girone eliminatorio. L'Inghilterra compì la sua inutile vendetta eliminando di fatto gli argentini con una vittoria nella seconda partita. Argentina incapace di battere la Svezia nell'ultima partita e quindi a casa. Qualificazione inglese che servirà a poco vista la successiva eliminazione ai quarti. Ma di questo ne abbiamo già scritto.

VAI AL FILMATO: L'Argentina non riesce a battere la Svezia

DEUTSCHLAND 2006

Ai Mondiali del 2006 Argentina schiera un giocatore estremamente talentuoso, il più forte argentino al mondo dopo Maradona. Lionel Messi sembrava la punta di diamante che poteva portare la nazionale albiceleste alla coppa dopo 20 anni. 
In un girone considerato estremamente duro gli argentini vincono le prime due partite, la seconda con un punteggio roboante contro la Serbia Montenegro. 
L'ottimismo in casa albiceleste era alto anche se agli ottavi se la videro brutta contro il Messico. Contro la giovane Germania però giocarono una partita a due facce. Tanto da subire il pareggio tedesco a 10 minuti dalla fine. Per poi perdere ai rigori. Una vera maledizione.

VAI AL FILMATO: Argentina fuori dai mondiali tedeschi

SOUTH AFRICA 2010

Maledizione che 4 anni dopo si materializzerà di nuovo con con la maglia della Germania. Neanche il carisma di Maradona in panchina bastò a salvare gli argentini da una disfatta storica. 0-4 e argentini a casa.

VAI AL FILMATO: Argentini umiliati dai tedeschi

BRASIL 2014

Gli argentini non sanno più che pesci pigliare, hanno in squadra quello che viene universalmente considerato il miglior talento calcistico mondiale, forse uno dei migliori di tutti i tempi, ma non riescono ad andare a prendersi quella maledetta coppa. 
Quella dei mondiali brasiliani è storia recente. Un bel cammino fino alla finale e troppe occasioni mancate nella partita decisiva. Fino a subire la terza sconfitta consecutiva dai tedeschi, stavolta ai supplementari. E il loro miglior giocatore, Leo Messi, ancora una volta mancato trascinatore. 

COPA AMERICA

Il rigore alle stelle di Higuain
Nel frattempo l'Argentina aveva avuto il tempo di giocare 13 edizioni della Copa Amèrica dopo il 1986. Dopo aver vinto nel 1991 e nel 1993, vittorie che lasciavano presagire un lungo dominio continentale, la nazionale argentina è stata capace di arrivare in finale per ben quattro volte nelle ultime cinque edizioni, perdendole però tutte. Ben tre ai calci di rigore. Un'altra maledizione che non smette di tormentare i tifosi argentini.






VAI AL FILMATO: Il Cile vince la Copa America 2016 battendo l'Argentina ai rigori

RUSSIA 2018

Anche il 30 giugno 2018 si è compiuto l'inevitabile destino. Una federazione allo sbando che ha prodotto poco o nulla in questi ultimi anni, se non ripetuti cambi di guida tecnica, convocazioni spesso surreali, rinunce continue (per motivi astrusi) a calciatori che potevano essere utili alla causa, un girone di qualificazione sudamericano ai mondiali quasi sempre in retroguardia e biglietto staccato all'ultimo secondo dell'ultima partita. 

CONCLUSIONI

E c'era chi riusciva anche ad essere ottimista. Probabilmente, come aveva scritto qualcuno, una mancata qualificazione dell'Argentina agli ultimi mondiali sarebbe stata un'ottima occasione per poi ricostruire una federazione ed una nazionale. Ed anche un modo per evitare ulteriori illusioni ai tifosi.

Vai all'articolo del 6 ottobre 2017

E c'era persino qualcuno che, dopo la qualificazione agli ottavi di Russia 2018 acchiappata nel finale di una brutta partita, è stato capace di dire che "spesso la storia cambia in un attimo e che ora per l'Argentina sarebbe iniziato un nuovo mondiale". 
La partita con la Francia non è stata nient'altro che la conferma di ciò che avevamo già ripetutamente visto negli ultimi anni. Una storia maledetta.

E il perdono degli "Dei nel calcio" che tarda ad arrivare. 
Sarebbe il caso che Diego Maradona prima o poi si scusasse per ciò che fece 32 anni fa. Può darsi che qualcosa possa cambiare da quel momento in poi. 
Perché la protervia e la presunzione, unite alla furbizia e alla scorrettezza, non sono per forza sempre gradite.







giovedì 3 novembre 2016

DIECI DOMANDE SUL NAPOLI ATTUALE

Di seguito dieci affermazioni che sono un campione delle tante frasi ascoltate per strada dai tifosi, o per radio da alcuni commentatori e/o addetti ai lavori, o lette nei vari blog e siti dedicati al Napoli.

Chi vuole può commentare e aggiungere VERO, FALSO, oppure PARZIALMENTE VERO al commento.



1. De Laurentiis ha fatto male a rilasciare pubbliche dichiarazioni contenenti critiche "contro" Sarri 



2. De Laurentiis non ha mai cercato gli attaccanti di cui parlava. Ha mentito per mettere in difficoltà Sarri 



3. Maurizio Sarri fa bene ad aspettare prima di inserire i nuovi acquisti 









4. Manolo Gabbiadini non è da Napoli, non è adatto al gioco di Sarri e sarebbe meglio venderlo 


5. E' meglio che per un po' Insigne non giochi





6. Il Napoli prende troppi gol (e che gol) solo per la mancanza di Albiol 




7. Il Napoli ha difficoltà a fare gol solo per l'assenza di un vero attaccante centrale di ruolo



8. Il Napoli deve il suo momento negativo alla sfortuna, mentre la Juventus è molto fortunata


9. Le squadre avversarie si scansano contro la Juventus, mentre contro il Napoli fanno la partita della vita 




10. Il Napoli rischia seriamente di non qualificarsi agli ottavi di Champions League

giovedì 23 giugno 2016

TABELLONI SBILANCIATI E FORMULE ALTERNATIVE

IL TABELLONE SBILANCIATO

La prima fase degli Europei di calcio 2016 si è chiusa con un grande protagonista: il tabellone.
Normalmente il tabellone è un anonimo comprimario, soprattutto negli sport in cui è inviolabile tipo il tennis. Proprio in questo sport il tabellone è accettato senza alcuna discussione.

Tanto che se a Wimbledon 2016 si presentassero ad esempio Bjorn Borg e Pete Sampras, nonostante i 12 tornei vinti in due in passato, godrebbero si di una “Wild Card”, ma non sarebbero sicuramente tra le teste di serie.

Ciò per spiegare che in un torneo sportivo non deve contare solo ciò che è si è fatto nel passato, anche se questo passato è scritto nei libri di storia, ma l’effettivo livello di chi partecipa al momento della composizione del tabellone.
Ecco perché anche nel calcio è stato introdotto il concetto di testa di serie basato non più sulla storia passata, ma sul famigerato ranking, che meritocraticamente compone la graduatoria in funzione dei risultati recenti, evitando che le squadre migliori si affrontino tra loro all’inizio.

Il ranking non è mai stato ben digerito dal calcio italiano, in generale non si accetta fino in fondo che, nonostante la sua storia, fatta di quattro titoli Mondiali ed uno Europeo, la nostra nazionale si debba mettere in fila con le altre conteggiando solo i risultati più recenti.

Questo è ciò che avviene in tutti gli sport, per esempio nel ranking mondiale della pallavolo maschile nazionali come Serbia, Cuba e Giappone occupano posti oltre il decimo nonostante che in passato siano stati movimenti pallavolistici di riferimento e con una storia fatta anche di vittorie importanti.

Di contro c’è da dire che quando la nazionale italiana di calcio ha ottenuto risultati di rilievo, il ranking ha premiato il trend positivo con posizioni di vertice, quindi il ranking non è altro che il prodotto reale della meritocrazia dei risultati.

Infatti, tra il 1993 ed il 1995 l’Italia di Arrigo Sacchi ha navigato tra il 2° e il 4° posto, poi ha perso posizioni, tranne poi recuperarne tantissime nel 2000, chiuso al 4° posto. Ma non successe perché ci chiamavamo Italia e avevamo una storia, bensì per il 2° posto agli europei. Idem tra 2000 e 2006, anni in cui la classifica ci vide in retroguardia fino al titolo mondiale, che inaugurò una serie di annate nelle quali non scendemmo mai oltre il 4° posto.
Poi il declino del 2010 non fu causato da quei cattivoni della FIFA, ma dal disastroso mondiale sudafricano, anticipato tra l’altro da una serie di risultati negativi che iniziarono nella Confederations Cup del 2009.
La ripresa del 2012 arrivò naturalmente grazie alla finale europea, ma il 4° posto al mondo non fu poi mantenuto a lungo per colpa dei risultati ottenuti sul campo negli anni successivi.


La sesta posizione tra le partecipanti al campionato europeo, al momento del sorteggio di Parigi del 12 dicembre 2015, non fu opera di complottisti che tramavano alle spalle di noi poveri italiani, ma dei risultati di una nazionale che tra il 2009 e il 2015 è stata capace di perdere contro Costarica, USA, Slovacchia, Egitto, e pareggiare con Lussemburgo, Armenia e Nuova Zelanda in partite ufficiali o amichevoli.


Si è trattato di tutte prime volte per queste nazionali, che mai fino a quel momento avevano fatto risultato contro l’Italia, prime volte tutte concentrate in questi ultimi anni. 

Questi erano i fatti al momento del sorteggio, e lo stesso discorso è valso per tutte le nazionali partecipanti a Euro 2016 prima che i nomi fossero immessi nelle urne. 

Al momento della definizione dei gironi, tutte le nazionali hanno però dovuto scalare di una posizione (non solo l’Italia) per consentire al paese ospitante, la Francia, di essere tra le teste di serie. Tradizione di cortesia  sempre esistita in ogni manifestazione calcistica internazionale.
A tale scopo ricordo il ranking UEFA al momento del sorteggio (fonte UEFA del 14-10-2015)


Naturalmente l’assenza ad Euro 2016 di alcune nazionali, in primis l’Olanda, ha consentito ad altre partecipanti di scalare il tabellone verso l'alto.

Le squadre sono state poi sistemate nelle urne nell’ordine di classifica e sorteggiate come mostrato in basso (fonte: Wikipedia). Tra parentesi il ranking UEFA.


Le terze meglio classificate (quattro) erano destinate prima del sorteggio ad incontrare le vincenti dei gruppi da A a D già prima dell’abbinamento gruppi/squadre. Poi (a parte il gruppo A nel quale era stata inserita la Francia come paese organizzatore) solo il caso ha voluto che ai gruppi da B a D fossero associate proprio le tre squadre con il ranking migliore. E il caso è stato davvero democratico in quest’occasione...

A questo punto è doverosa una simulazione. Perché senza di essa non sarebbe possibile esprimere una valutazione sul tabellone dagli ottavi in poi.
Se i risultati dei gironi avessero rispettato perfettamente il valore in termini di ranking delle squadre al momento del sorteggio, il tabellone si sarebbe presentato nella seguente maniera:


Naturalmente le quattro migliori terze sarebbero state le 4 squadre con il ranking migliore in fascia tre. La sequenza delle terze ed i relativi accoppiamenti con le prime classificate è quindi legato alla sequenza ACDE.

Discorso del tutto teorico, perché ciò che conta è poi la meritocrazia, ovvero i risultati sul campo.
I risultati hanno fatto la differenza, perché chi ha preparato la disposizione delle squadre lo ha fatto seguendo un criterio e non poteva immaginare in quel momento uno stravolgimento totale di posizioni in ben 4 gruppi su 6.

Per pura curiosità rivediamo in basso il tabellone reale (fonte Wikipedia)


Lamentarsi ed avanzare sospetti diventa puro chiacchiericcio. In questi giorni troppe volte ho risentito la frase di Giulio Andreotti “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”, tanto da far percepire il tabellone quasi come una macchinazione.

FORMULE ALTERNATIVE

E’ però lampante che anche un tabellone che avesse rispettato perfettamente la posizione in classifica delle 16 squadre non avrebbe reso abbastanza giustizia a chi meglio si è comportato nei gruppi di qualificazione.
Perché la debolezza della formula di Mondiali ed Europei di calcio risiede proprio nell’azzeramento di tutti i risultati precedenti. Le prime nei gironi non hanno alcun vantaggio, tanto da stuzzicare spesso calcoli poco etici di convenienza nell’ultima partita.
L’esempio di altri sport ci potrebbe venire in soccorso, anche se un torneo di calcio è molto più faticoso di uno di basket o volley, e quindi il numero di partite deve essere giocoforza limitato. Quindi nel calcio è molto difficile raggruppare le squadre in nuovi gironi di semifinale in cui si conservano parzialmente i risultati ottenuti nella prima fase.

STILE MONDIALI DI PALLANUOTO

La pallanuoto ci da però un primo aiuto: nei tornei mondiali la prima in classifica di ogni girone passa direttamente ai quarti, mentre le seconde e le terze si sfidano in un playoff incrociato per accedere a loro volta ai quarti.

Nel caso degli Europei di calcio a 24 squadre si potrebbe procedere come segue: 
  • In ogni girone si qualificano le prime due 
  • Le sei squadre classificatesi al primo posto in ogni girone si metterebbero a confronto. 
  • Le quattro migliori prime salterebbero gli ottavi di finale, mentre le restanti due insieme alle sei seconde comporrebbero il tabellone del play-off/ottavi di finale, lasciando alle due prime classificate il vantaggio di giocare contro le due peggiori seconde. 
  • Le quattro vincenti sfiderebbero poi le 4 prime qualificatesi direttamente, costruendo poi un tabellone dai quarti di finale in poi basato sui risultati ottenuti nella prima fase.
I vantaggi sarebbero l’assenza di ripescaggi, la maggiore meritocrazia nella composizione del tabellone, visto che le squadre lotterebbero maggiormente per ottenere il primo posto nel girone con il maggior numero di punti possibile, dato che la differenza può valere un turno in meno da giocare.
Il grande svantaggio sarebbe il minor numero di partite (quattro), fattore verso il quale c’è una grandissima sensibilità di organizzatori e televisioni.

STILE PLAY-OFF CAMPIONATO ITALIANO DI SERIE B

In tutte le manifestazioni (mondiali ed europei) un minimo di meritocrazia potrebbe però essere applicata anche nel modo seguente, molto più diretto e fattibile del precedente.
Ispirandosi al regolamento dei playoff della Serie B italiana, si potrebbe abolire la discriminante dei rigori alla fine dei supplementari, almeno negli ottavi di finale. Ovvero, se alla fine dei tempi supplementari dovesse persistere il pareggio, la squadra meglio classificata nella prima fase passerebbe al turno successivo.
Mentre negli scontri prime vs. terze, e prime vs. seconde la differenza di classifica è palese, nelle due sfide tra seconde (due in totale) varrebbero numero di punti e differenza reti come parametri per stabilire la squadra meglio classificata.
I vantaggi sarebbero una maggiore importanza alla fase eliminatoria, che durante la fase a gironi eviterebbe alle squadre già qualificate di snobbare la terza partita che potrebbe valere il primo posto nel girone, poi negli ottavi di finale ad eliminazione diretta le squadre peggio classificate non avrebbero più nessun interesse a tirare avanti difendendosi solo per arrivare ai rigori.
Lo svantaggio sarebbe invece quello di annullare (solo negli ottavi però) lo spettacolo nello spettacolo dei calci di rigore, fase della partita ad alto tasso di emotività, e che siamo ormai abituati a vedere.


Tutto ciò che può migliorare lo spettacolo non deve mai penalizzare la meritocrazia. E purtroppo le grandi manifestazioni calcistiche hanno spesso permesso a squadre che hanno giocato malissimo la prima fase di arrivare molto avanti nel torneo.

I casi dei mondiali del 1986 (il Belgio, migliore squadra tra le terze classificate, arrivò in semifinale), 1990 (l'Argentina, migliore terza, giunse poi in finale, vincendo tra l’altro due gare ai rigori), e 1994 (l'Italia, peggiore tra le terze ripescate, fu poi finalista) non devono essere dimenticati e restare come esempio di una formula non abbastanza equa. 

Qualcuno controbatterà che questo è il bello del calcio.
Ma io non ne più sono così sicuro…

domenica 19 giugno 2016

PENSIERINI EUROPEI. ANALISI DOPO 2 GIORNATE DI EURO 2016.

LA SITUAZIONE ATTUALE
Arrivati alla seconda giornata dei gironi eliminatori è doveroso analizzare i risultati e creare una simulazione che però lascia il tempo che trova, perché sicuramente la terza giornata scompiglierà tutte le classifiche.
Inizierò da un tabellone teorico, partendo dalla parte alta fino alla parte bassa.
Se le classifiche dei gironi fossero congelate a stasera, avremmo i seguenti scontri diretti negli ottavi di finale:


Svizzera-Polonia
Spagna-Portogallo
Inghilterra-Repubblica Ceca
Ungheria-Belgio
Germania-Slovacchia
Italia-Croazia
Francia-Irlanda del Nord
Galles-Islanda


Ho seguito i criteri della UEFA per stabilire, in caso di parità, chi fosse secondo e chi terzo, e nel caso delle migliori terze, è servito tra Repubblica Ceca e Romania il calcolo delle ammonizioni ricevute.
Rispetto al medesimo tabellone che veniva fuori dopo la prima giornata, si tratta di un quadro un po' più equilibrato riguardo le favorite.
Infatti se il tabellone rimanesse così, e le favorite proseguissero il loro cammino nel torneo, avremmo in semifinale una tra Spagna e Portogallo, una tra Inghilterra e Belgio, una tra Germania e Italia, e quasi sicuramente la Francia
Però, come ho scritto in alto, è un calcolo assolutamente aleatorio, perché probabilmente ci potrebbe essere qualche sorpresa, ma soprattutto le squadre più forti incominceranno ad entrare in forma, cambiando completamente il quadro mostrato in alto.
È solo un gioco di pura curiosità.

LE FAVORITE
Il torneo è lungo, è l'europeo più lungo finora giocato, e per questo era chiaro che dopo la prima giornata qualsiasi giudizio era estremamente affrettato.
Le 3 squadre qualificate matematicamente avranno più tempo per preparare già da ora gli ottavi di finale, e questo è un vantaggio non indifferente.
Anche se il risvolto della medaglia ci dice che le squadre che restano in tiro anche nella terza giornata, e che sono più o meno certe della qualificazione tipo Inghilterra e Germania, avranno modo di rodarsi meglio ancora in combattimento.

L'unica nota di merito da dare a questo sistema, peraltro esageratamente lungo perché elimina solo 8 squadre, è quello di avere una terza giornata ancora decisiva per tutti i gironi.
Nessuna squadra ha finora fatto vedere cose straordinarie in entrambe le partite. Sicuramente le prestazioni nella seconda giornata di Spagna e Belgio sono una spanna sopra quelle delle altre squadre. La stessa Italia ha vinto le sue due partite, però nella seconda partita ha mostrato dei limiti che potrebbero essere 
decisivi in partite più dure. Ma il tema Italia lo tratterò per ultimo

LE PARTITE A ELIMINAZIONE DIRETTA
Le partite a eliminazione diretta mostreranno probabilmente uno spettacolo ancora peggiore di quello dei gironi. Il sistema che qualifica le 4 migliori terze in un campionato europeo, tra l'altro con squadre di livello più basso rispetto ad un campionato del mondo, sicuramente farà sì che le squadre più deboli, vista la forbice esagerata nei confronti delle squadre più forti, non faranno altro che chiudersi e impedire alle migliori di giocare. Il calcio è anche questo, nulla di scandaloso, ma non ci aspettiamo spettacoli.
L'unico riferimento ad una formula simile è nei Mondiali che vanno dal 1986 al 2002.E nel Mondiale comunque le terze classificate spesso erano squadre dai nomi altisonanti o comunque squadre più forti delle terze che si qualificheranno in questi Europei.
Comunque nel 1986 dagli ottavi di finale in poi due partite finirono ai supplementari e tre ai rigori. Ma a Italia 90 le partite ai supplementari furono ben quattro e altrettante finirono ai rigori.
Dopo USA 94, in cui vi furono due partite ai supplementari e due ai rigori, si passò al Golden Gol, perché nelle varie manifestazioni mondiali ed europei troppe partite finivano ai calci di rigore. Quindi anche se la differenza tra le squadre è notevole, per le squadre più deboli spesso non c'è altra scelta che chiudersi a riccio e sperare nei calci di rigore.
GLI DEI DEL CALCIO
Gli dei del caso non esistono, ma questo è un modo affascinante di dire che a volte le partite di calcio offrono nemesi anche a distanza di anni.
A volte succede che la troppa fortuna venga pagata più in avanti negli anni, e viceversa capita con la sfortuna.

Questa sorta di scaramanzia, tradizione, o se volete legge dei grandi numeri, offre un campionario di esempi vastissimo.
Le innumerevoli sconfitte dell'Inghilterra ai calci di rigore sono state spesso collegate al furto della finale mondiale del 1966, con il gol di Hurst convalidato ma mai entrato in porta.

Se pensiamo invece all'Italia, ci sono stati ad esempio momenti estremamente fortunati pagati successivamente con episodi molto negativi.

Mi riferisco ad esempio ai Mondiali 94, nei quali, qualificati tra le migliori terze e con poco merito, fino all'ultimo minuto di recupero degli ottavi di finale contro la Nigeria eravamo pronti per salire sull'aereo per l'Italia e poi arrivammo in finale. 
Il caso ci punì però proprio in finale con i calci di rigore sbagliati dai nostri calciatori più rappresentativi.

Poi lo sgarbo fatto da Sacchi agli dei del pallone nella seconda partita degli Europei 1996, quando il CT cambiò mezza squadra nella seconda partita del girone eliminatorio per dimostrare che ciò che contava era il suo gioco e non gli interpreti, mostrò tanta presunzione che il grande stellone che aveva accompagnato il vate di Fusignano fino a quel momento lo abbandonò per sempre.

Poi ancora negli Europei del 2000, la fortuna sfacciata in semifinale contro l'Olanda fu pagata amaramente nella finale contro la Francia.

Però gli ultimi due mondiali vinti dall'Italia furono anche un bel risarcimento per due manifestazioni perse male in precedenza.
I Mondiali, che nel 1978 avremmo meritato di vincere, arrivarono invece 4 anni dopo, così come la sfortuna nella finale del 2000, rappresentata dal Golden Gol di Trezeguet, fu ampiamente ripagata dalla traversa dello stesso Trezeguet che ci diede il titolo mondiale nel 2006.
Quindi occhi aperti che il caso spesso ci mette lo zampino e i crediti prima o poi vengono riscossi. E prima o poi l'Inghilterra dovrà far pace con gli dei del calcio...

L'ITALIA
Prima di tutto onore al merito di una Nazionale che appena per la quarta volta nella storia ha vinto le prime due partite del girone di qualificazione di un mondiale o un europeo. C'erano riuscite soltanto le nazionali di Bearzot (1978), Vicini (1990) e Zoff (2000). Che poi finirono i rispettivi gironi a punteggio pieno.

Però al posto del nostro allenatore eviterei di gonfiare troppo il petto visto che ci sono ancora altre partite da giocare e soprattutto perché il contratto profumatamente pagato per lui prevedeva che almeno il primo turno degli Europei venisse superato... altrimenti perché spendere tanti soldi? Mica si prende Conte per farsi eliminare al primo turno?

La domanda è se l'Italia contro il Belgio abbia già mostrato completamente il suo massimo potenziale. Perché l'Italia è anche quella vista contro la Svezia, e non può essere solo il gol di Eder all'ultimo minuto a cambiare radicalmente il giudizio su un gioco farraginoso è poco incisivo. 
Non vorrei che le scelte di Conte, relativamente ad una squadra esclusivamente operaia, siano dettate dal suo ego, visto che ora tutti danno i meriti solo a lui. Il calcio italiano non è solo fatto di portatori d'acqua ma anche dei pochissimi giocatori di qualità presenti in rosa. E credo che Conte ogni tanto ne avrebbe bisogno.
Però ho paura che l'ego smisurato del nostro commissario tecnico lo porti ad oscurare chi potrebbe rubargli parte dei meriti nelle conquiste di questo campionato.
So che si tratta di un cattivo pensiero, ma solo Conte ci potrà smentire.

Roberto Liberale