La storia che racconterò è una storia di passione e di amore per i motori e le quattro ruote.
mercoledì 22 febbraio 2023
sabato 3 dicembre 2022
MONDIALI QATAR 2022: TUTTI I NUMERI DELLA PRIMA FASE
Quella che segue è una raccolta di numeri, statistiche e storie della prima fase dei campionati del mondo di calcio del 2022 in Qatar. Molti di questi dati sono stati pubblicati dalla newsletter sportiva “Lo Slalom”, di Angelo Carotenuto, che ringrazio per la gentile ospitalità all’interno della sua creatura editoriale.
Tra le 29 nazionali che hanno concluso il proprio girone vincendo tutte le partite, solo il Brasile nel 1970, la Francia nel 1998 e ancora il Brasile nel 2002 hanno portato a casa la Coppa.
Quelle che, pur vincendo il proprio girone a punteggio pieno, hanno invece fallito la conquista del trofeo sono state:
· Argentina 3 volte (1998, 2010, 2014)
· Belgio (2014, 2018), Germania (1970, 2006), Italia (1978 e 1990), Olanda (2010, 2014), Portogallo (1966, 2006) e Spagna (2002, 2006) per 2 volte
Comunque la percentuale del 2022 non si discosta dalla media generale delle ultime 7 edizioni (quelle con 32 squadre) che è pari al 60,8 % delle squadre europee qualificate agli ottavi di finale.
Dal 1998 in poi, la performance generale della confederazione del Sudamerica (CONMEBOL) è stata la migliore: 71,4%, mentre la CONCACAF (Centro e Nord America), ha portato agli ottavi mediamente (e forse sorprendentemente) il 45,8% delle sue nazionali. Asia e Africa sono invece entrambe attestate sul 23% circa delle proprie squadre qualificate al secondo turno.
L’Olanda si è qualificata al secondo turno per la nona volta in undici partecipazioni ai mondiali. In 4 occasioni è arrivata alle semifinali, con tre finali disputate e perse.
Anche per gli Stati Uniti d’America le partecipazioni ad una fase finale sono state 11, ma il superamento del primo turno è avvenuto solo in 5 occasioni, con il terzo posto del 1930 come miglior risultato.
Nei precedenti tra le due nazionali, l'Olanda ha un saldo positivo nei confronti degli Stati Uniti di quattro vittorie e una sconfitta, dieci gol fatti e cinque subiti.
L’ultimo incontro tra le due nazionali risale ad una amichevole di giugno 2015, vinta dagli USA per 4-3 all’Amsterdam Arena.
Le due squadre non si sono mai incontrate ai campionati del mondo.
L’Argentina si è qualificata al secondo turno per la 14ma volta su 18 partecipazioni.
Non ci sono precedenti tra le nazionali di Inghilterra e Senegal.
La Corea del Sud raggiunge gli ottavi di finale per la terza volta su 11 partecipazioni al mondiale, di cui le ultime 10 tutte consecutive. Le due precedenti qualificazioni al tabellone del dentro o fuori hanno portato ad un quarto posto nel mondiale di casa del 2002 e ad una eliminazione agli ottavi a Sudafrica 2010, causata proprio da quell’Uruguay che i coreani hanno fatto piangere in Qatar.
In tre mondiali tra gli ultimi quattro la Spagna ha perso almeno una partita dei gironi di qualificazione. Una nel 2010, senza che ciò le impedisse di diventare poi campione del mondo. Due nel 2014 (con annessa eliminazione) e una nel 2022. Nelle dieci precedenti occasioni in cui ha superato il primo turno, la Spagna è riuscita solo due volte a finire tra le prime quattro: quarta nel 1950 e campione nel 2010. Nonostante la vicinanza geografica, Marocco e Spagna si sono incontrate solo tre volte, l’ultima proprio nei mondiali del 2018 in Russia, con un 2-2 mozzafiato nell’ultima partita del gruppo B (pareggio della Spagna di Iago Aspas al 91’). Il bilancio è favorevole agli iberici con 2 vittorie e un pareggio. La partita del 2018 è l’unico precedente tra le due nazionali nella fase finale di un mondiale.
La Svizzera ha conquistato la sua terza qualificazione consecutiva al tabellone finale. In totale gli elvetici hanno superato il primo turno 8 volte in 12 partecipazioni. Nelle ultime 4 occasioni si sono fermati agli ottavi di finale, mentre le prime 3 volte erano arrivati ai quarti. Però l’ultima volta che ciò è accaduto era nel 1954, nei mondiali giocati proprio in Svizzera.
· posizione in classifica nel proprio girone
· punti fatti
· differenza reti
sabato 26 novembre 2022
I GOLEADOR DEI MONDIALI CON LA MAGLIA AZZURRA. QUELLA DEL NAPOLI.
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| Credit "La Repubblica" |
I suoi illustri predecessori sono stati:
Alcuni di essi sono andati ai mondiali più di una volta: Juliano in 3 occasioni, Maradona, Mertens, Reina e Zieliński per due volte.
mercoledì 11 agosto 2021
TORTU PIÙ VELOCE DI BOLT? NON PROPRIO, ANCHE SE È STATO UGUALMENTE GRANDIOSO
Subito dopo la vittoria italiana della staffetta 4 x 100 ha iniziato a girare sui giornali online e sui social una tabellina con i tempi parziali dei quattro frazionisti. Eccola:
È stata condivisa a manetta, come si usa dire. Ma, a parte la confusione generata dal totale delle 4 frazioni (480 metri anziché 400, senza specificare che 80 metri divisi tra le quattro frazioni sono corsi in contemporanea dai due atleti di turno durante il passaggio del testimone), è il tempo di 8"86 segnato da Tortu che ha fatto gridare al miracolo, anche perché la tabellina descrive un percorso di 110 metri, facendo quasi intendere un tempo da extraterrestre.
Cerchiamo di capire quindi la dinamica dell’ultimo cambio nella staffetta 4 x 100 medaglia d’oro olimpica.
- Nella prima foto l’attimo esatto in cui Tortu si muove. Filippo è sulla linea dei -110 metri. Il primo movimento di Tortu avviene a circa 25"8 dallo start.
- Desalu aveva, come da immagine no.1, già percorso 95 metri (10 di lanciato prima di ricevere il testimone da Jacobs, più finora 85 della sua frazione). Finirà per correrne in tutto 130, poiché, come vedete nella foto successiva, continua per inerzia incitando Tortu fino ai suoi meno 80 dalla linea del traguardo.
- Facciamo un passo indietro e vediamo Tortu che era passato sulla linea dei -100 con il cronometro a poco più di 28”5. I primi 10 metri li ha percorsi in 2”7, media 13,33 km/h.
- Dopo altri 10 metri (linea gialla di fine zona cambio) segna 29”5 circa, dieci metri in un secondo netto, media nel tratto di 10 metri uguale a 36 km/h, indicando già la piena velocità raggiunta tra i -100 e i -90. Informazione fondamentale per capire le velocità di punta raggiunte nella quarta frazione.
- Se avesse mantenuto i 36 km/h avrebbe quindi chiuso in 38”5 circa (28"5 del passaggio a -100 più altri 10 secondi netti), invece chiude in 37”4 (definitivo 37"50), con il famoso parziale di 8"9 (37"4 meno 28"5), con una media sui 100 metri di circa 40,45 km/h. Gli ultimi 90 metri li ha percorsi in 7”9 (linea gialla passata a 29”5), a 41 km/h di media. Quindi possiamo affermare quasi con certezza che le velocità di punta sono state intorno ai 43 km/h.
Piccolo esercizio aritmetico; partendo da fermo quanto tempo avrebbe impiegato Tortu per percorrere i 100 metri?
Bene: ai -110 parte a 25”8, chiude con 37”4, quindi in 11”6. Media
9,482 metri al secondo. Tempo proiettato sui 100 metri = 10”54. Delusi? No,
perché la sua non era una vera partenza sui blocchi, quindi ha buttato via
mezzo secondo circa.
Comunque era un Tortu da 10 netti o giù di lì.
Questi sono i calcoli più o meno tecnici e reali, che piaccia o no. Il tempo di 8"86 è frutto di una splendida performance atletica e tecnica, ma anche di un lancio che gli ha consentito di ricevere il testimone mentre era già sui 36 km/h, di aver percorso 90 metri alla massima velocità, sul dritto e senza dover minimamente rallentare in quanto il testimone era tutto suo e non doveva più passarlo a nessuno.
Se ci si aspetta che Filippo ripeta tempi simili sui 100 metri piani si fa il male del ragazzo, nel frattempo si fa disinformazione e si finisce per credere cose quasi lunari.
Senza nulla togliere a Tortu, che ha corso i 100 metri (+10) più belli della
sua vita.
Grazie Filippo, e grazie a Lorenzo, Marcello e Fausto.
martedì 18 maggio 2021
NEI PANNI DI CALVARESE. IN MEMORIA DI FOURNEAU...
E bravi i nostri leoni da tastiera, adesso siete tutti coalizzati
contro il povero Calvarese. Nessuno che sia disposto a mettersi nei panni
dell’arbitro. Provate voi ad arbitrare la squadra più titolata della Serie A,
emanazione della famiglia più potente nel paese e della principale azienda
nazionale, con alle spalle organi di informazione, e con milioni di tifosi al
suo seguito.
È vero, “Calva” ha fatto disastri sabato scorso, forse era confuso,
poi arbitrare le grandi squadre in partite importanti non è semplice, ci sono
troppe pressioni intorno. Non si può finire sempre per pensare ad un piano
preordinato per favorire questa o quella squadra.
Immaginate solo per un attimo, in una sorta di “sliding door”, che
Calvarese non avesse fischiato il rigore a Cuadrado. Oppure che il VAR gli avesse
fatto cambiare idea. Cosa sarebbe successo? Bufera mediatica, giornali che
titolano “Calvarese killer della Juventus”, oppure “Un pessimo arbitraggio
elimina la Juve dalla corsa Champions”. Decisione difficilissima, qualsiasi cosa
fai sbagli.
Avrebbero messo insieme quell’episodio con l’espulsione di Betancur ed il gol convalidato all’Inter all’83’, senza forse neanche analizzare i singoli avvenimenti. Si sarebbe scritto e parlato di atteggiamento irritante e prevenuto del direttore di gara contro i bianconeri. Persino gli ex calciatori juventini che hanno criticato Calvarese avrebbero parlato di errori decisivi contro i bianconeri.
Non ci credete? Allora dico solo un nome: Francesco Fourneau. Per chi non lo ricorda, si tratta dell’arbitro di una Crotone-Juventus giocata il 17 ottobre scorso. Stabilì praticamente un record per il nostro calcio, fischiando un rigore a favore del Crotone, espellendo Federico Chiesa, ed annullando un gol a Morata. Risultato finale 1-1. In pochi parlarono di una Juventus solo lontana parente di quella vincente e dominatrice delle ultime nove stagioni. Si parlò invece molto di Fourneau, vista la situazione totalmente inedita per il calcio italiano degli ultimi anni.
Da un lato fu accusato di essere il tifoso
anti-juventino per eccellenza, dall’altro fu definito un eroe, con
tanto di ironia sul suo futuro. Il Napolista, più seriamente, scrisse
“Sarà interessante seguire la carriera
dell’arbitro Fourneau”.
Si tratta (o forse si trattava) di uno degli arbitri più promettenti
tra le nuove leve. Ma dopo di allora ha arbitrato appena 8
partite in Serie A (ben 20 tra i suoi colleghi hanno
arbitrato più partite di lui in Serie A in questa stagione). Tra le “grandi”, dopo
Crotone-Juventus, ha arbitrato solo una volta il Milan (contro il Parma). Nessuna
partita di cartello e annata ai margini. Perché si sa, è arbitrando le grandi
che si fa carriera.
Al di là dell'episodio citato, purtroppo si tratta di un annata particolarmente sfortunata per Fourneau. Anche se non c'è alcuna relazione con la sua stagione da comprimario, l'arbitro romano si è trovato coinvolto in una vicenda ancora tutta da chiarire e che potrebbe avere conseguenze sulla sua carriera. Infatti, il suo nome è anche apparso in alcuni messaggi
WhatsApp nell’ambito dell’inchiesta relativa allo scandalo
delle valutazioni arbitrali truccate. Non conosciamo lo sviluppo delle
indagini, ma chissà se la frase de “Il Napolista” non sia stata inconsapevolmente profetica. E non si sa se per cause non direttamente imputabili a lui, ma che comunque (se provate e confermate) restano gravi, ciò dovesse sfociare nella precocissima fine
della carriera del giovane arbitro.
Vista la "malasorte" che è toccata a Fourneau dopo il primo (ed ultimo) arbitraggio sfavorevole alla Juventus, come minimo per scaramanzia, siete ancora certi che nei panni di Calvarese non vi sareste comportati come lui?
Roberto Liberale
venerdì 12 febbraio 2021
"PROVATE PURE A FERMARCI, NOI SIAMO IL NAPOLI".
"Non provate a fermarci, noi siamo il Napoli".
Uno degli slogan più stupidi mai sentiti.
Emblema di una grandeur percepita, ma non suffragata dalla storia.
Perché tra l'altro quando hanno provato a fermarci lo hanno fatto. E lo fanno ancora, eccome se lo fanno.
Dallo Juventus allo Spezia, dall'Atalanta al Torino. A momenti ci riusciva pure l'Empoli.
Questo oggi, ma anche nel passato più felice.
E meno male che in questi ultimi anni Il Napoli ha sfatato tanti tabù. Perché prima dell'era De Laurentiis c'erano almeno una quindicina di campi sui quali il Napoli non aveva mai vinto. Tutti tabù sfatati negli anni di Mazzarri, Benitez, Sarri e Ancelotti.
Vorrei ricordare altresì a tutti i tifosi napoletani che non hanno memoria storica, che il Napoli non ha mai vinto a Perugia negli anni in cui ci ha giocato, e che negli anni di Maradona, per esempio, non si è mai vinto a Cremona, Empoli e Lecce, e che giocare in trasferta era spesso sinonimo di sofferenza. La prima vittoria ad Empoli, per esempio, è stata ottenuta pochi anni fa.
Questo ci fa capire come in questi ultimi anni, pur in assenza di un titolo estremamente significativo, abbiamo vissuto un'età dell'oro senza esserne consapevoli.
Ecco perché quello che sta accadendo in quest'ultimo periodo, al di là della posizione in classifica che alimenta ancora speranze di obiettivi raggiungibili, ci fa ripiombare in quegli anni in cui a Napoli si celebrava l'ennesimo campionato di assestamento, magari con una qualificazione alla Coppa UEFA che era vissuta quasi come un mezzo scudetto. Competizione dalla quale poi si usciva rapidamente l'anno successivo, perché poi il campionato era più importante. E quando un pareggio in trasferta veniva salutato con grande soddisfazione.
Purtroppo ultimamente la sconfitta sta diventando una triste normalità.
E questa è una tabella con tanto di grafico delle sconfitte patite da Napoli nell'epoca De Laurentiis. Noterete la crescita delle sconfitte in questi ultimi due anni. Quindi chi vuole fermare il Napoli recentemente ci è riuscito benissimo. E al di là del fatto che il calcio moderno ci ha convinto che anche il pareggio è una mezza sconfitta, perdere deprime sia i tifosi che gli stessi giocatori.
RL
domenica 4 ottobre 2020
BEN VENGA IL 3-0 A TAVOLINO PER LA JUVENTUS
Come spesso capita quando di mezzo c’è Napoli, è partita puntuale la corsa al sospetto che dietro la decisione della ASL Napoli 1 Centro ci sia stata la SSC Napoli e il suo presidente Aurelio De Laurentiis.
Ora questi sostenitori, sui social media, sui blog e nelle redazioni di giornali e TV, pretendono la vittoria a tavolino della Juventus sul Napoli.
E stavolta io sono d’accordo con loro.
Ben venga l’imposizione della Lega Calcio a lasciare invariato il programma.
Ben venga l’ingresso in campo della Juventus alle 20:45.
Ben venga il 3-0 a tavolino a favore dei bianconeri.
Anzi, il presidente del Napoli De Laurentiis, con la squadra titolare bloccata a Napoli dalla decisione dell’ASL, avrebbe dovuto mandare a Torino la squadra Primavera che, a quanto pare, non aveva l’obbligo di isolamento fiduciario. Così avrebbe evitato la possibile sconfitta a tavolino e fatto contenti tutti quei tifosi italiani che sono certi che dietro la decisione dell’ASL ci sia il Napoli.
In questo modo la squadra bianconera sarebbe stata certa di ottenere i tre punti sul campo, anziché tramite il giudice sportivo.
Situazione molto cara alla storia di quel club, basti ricordare il 10 giugno 1961.
Eppure c’è un mondo che la pensa diversamente. Ad esempio, “Il Napolista”,
attraverso il suo direttore, predica
da giorni nel deserto. Ma se qualcuno dubita della buona fede della testata, ritenendola troppo schierata, vada a dare un’occhiata alle
cosiddette “voci autorevoli”. In un mondo giornalistico sempre più fazioso,
persino “La Repubblica”, attraverso gli articoli di Fabrizio Bocca, noto
giornalista sportivo e amministratore di uno
dei migliori siti sportivi in Italia, è schierata sulle medesime posizioni di
Massimiliano Gallo, scrivendo chiaramente di “comportamento
irresponsabile da parte degli organi del calcio”.
Però se tramite la giustizia sportiva dovesse arrivare il 3-0 per i bianconeri (che auspico, per mettere fine all'ipocrisia di un regolamento assurdo), il mondo del calcio smetta di chiedersi perché la Juventus è così poco amata da tanti italiani.
Roberto Liberale













